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Fiumara d'Arte, museo di scultura contemporanea


Energia Mediterranea
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Un imprenditore sessantenne che lavora nel settore dei cementi e bitumi a Santo Stefano, in provincia di Messina, nel 1983 ha ideato il Museo all'aperto "Fiumara d'Arte", situato lungo il torrente Fiumara, in dialetto siciliano "a' Sciumara", a poche decine di metri dal mare di Tusa, a due passi da Santo Stefano di Camastra e da Mistretta, due dei paesi più belli dell'isola: "…il progetto della Fiumara è nato quando è scomparso mio padre. E' un progetto che ormai si identifica con la mia stessa vita e al quale chiamerò a collaborare artisti vari e dal cuore grande. La Fiumara è concepita come un succedersi di opere lungo un percorso che si snoda dalla montagna al mare. La prima magnifica realizzazione, alta 18 metri, l'ha concepita Pietro Consagra… Lo so che a molti posso apparire stravagante, ma preferisco rischiare anche l'impopolarità pur di portare a termine il mio sogno". La morte del padre lo aveva portato a pensare all'arte come luogo spirituale dove vi fosse continuità fra la vita e la morte, infatti l'idea iniziale di Fiumara era quella di porre all'ingresso del torrente una grande croce con scritto in maniera visibile il nome del padre, Angelo Presti, come "monumento" commemorativo, ma l'idea decadde immediatamente quando Antonio Presti (questo è il nome dell'imprenditore) intese questo gesto come un modo possibile per tradire il senso dell'arte, chiudendo quindi ogni legame con l'infinito, dal momento che il simbolo cristiano non riusciva ad approfondire un discorso di elevazione spirituale universale; da qui la scelta delle grandi opere dell'arte astratta per riunire la spiritualità di tutti. Dall'omaggio al padre si è passato all'omaggio alla Sicilia, e quindi alla voglia di dare origine a un qualcosa che poteva essere di tutti e potesse avere un significato per coloro che avevano la possibilità di contemplarle.
L'opera d'arte proietta l'uomo in un'altra dimensione, poiché lo rende un grande essere dal momento che la sua esistenza si spinge più in là del tempo materiale che esso ha per vivere, questo è quello che ha spinto l'ideatore di Fiumara a iniziare e poi continuare questo grande progetto nonostante le difficoltà che si sono dispiegate durante il cammino: "…ho trovato il mio equilibrio, la mia serenità, solo nel progetto della Fiumara la quale, per inciso, ha un letto che in alcuni punti raggiunge gli ottocento metri di larghezza e si snoda in un percorso tortuoso lungo circa dieci chilometri. Quindi c'è posto per tantissime opere! Se non sarò io a completare il lavoro, lo farà chi verrà dopo di me…" .
Il fatto che il progetto Fiumara nasca proprio in Sicilia è curioso, dal momento che stiamo parlando di una regione dove gli abusivismi e le speculazioni edilizie sono all'ordine del giorno, e invece ci troviamo di fronte a una denuncia alle ingiurie chiamando in causa la sensibilità che dovrebbe essere insita in ogni uomo, a fare una protesta con dei giganti artistici che silenziosamente vogliono fare sentire la propria voce urlando nel paesaggio verso l'infinito di chi le osserva; la loro grandiosità si perde nell'estensione delle colline e si sposa a meraviglia con quella rigogliosità silente, non facendo la stessa violenza o non rendendo la stessa pesantezza di quelle case nate nell'incuranza. Interessante è come il quotidiano "Avanti", in un articolo del 16 ottobre 1986, inizia a parlare di "Fiumara": La Sicilia ci prova ancora e riesce a far parlare di sé non per qualche orrendo delitto di mafia o per raccontare il crollo di qualche palazzo reso malfermo dalla speculazione edilizia, oppure per i più innocui limoni e aranci che profumano il suo cielo, azzurro anche in ottobre, o per quel mare divino troppo spesso condito di nafta e petrolio. Ecco come la silente risonanza di un'azione artistica può smuovere l'interesse della gente, ormai stanca delle solite notizie catastrofiche, ma bisognose di una spiritualità antica.
E-mail: info@ateliersulmare.it
: www.ateliersulmare.it

 


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