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Informazioni generali
Il comune di Tresnuraghes è, insieme ad altri 87, uno dei comuni della Provincia di Oristano.
Abitanti: ha una popolazione di circa 1270 abitanti.
Altitudine: è situato a circa 257 metri sul livello del mare.
Comuni limitrofi: confina con i seguenti comuni: Cuglieri, Flussio (NU), Magomadas (NU), Sennariolo.
CAP: 09079
Prefisso: 0785
Codice fiscale: L393
Codice ISTAT: 95067
Nome degli abitanti: Tresnuraghesi


Il Territorio

La Storia

Folklore, Cultura e Tradizioni

Monumenti, Luoghi e Itinerari
Sa Fabbrica
Ai piedi del colle di S.Marco ed in prossimità del Rio Mannu, si elevano imponenti le rovine di un edificio chiamato "Sa Fabbrica", una cartiera che non entrò mai in attività. Le notizie su di essa sono molto scarse, per i pochi documenti rinvenuti ai quali attingere per ricostruirne le vicende.

Fra quelli che testimoniano la volontà reale, il primo reca la data del 1807 e con esso si da conto della necessità di introdurre stabilimenti vantaggiosi al regno, e tra questi appunto una cartiera, per evitare l'annua fuoriuscita di una ragguardevole somma di denaro. Persone esperte erano già state chiamate dalla terraferma, perché, spostandosi nell'isola, individuassero il luogo più adatto per l'intrapresa. Esso venne scelto nella Planargia, ai confini tra il villaggio di Tresnuraghes e quello di Cuglieri, segnati proprio dal rio Mannu, un fiume in parte anche navigabile, motivando con l'abbondanza delle acque, la salubrità del clima, la presenza di legnami, e la facilità di trasporto via mare degli stracci e altri materiali occorrenti.

Ancora nella fase preparatoria, un regio biglietto del 1807, fa emergere le prime avvisaglie delle difficoltà del regio erario. Nel successivo regio biglietto del 25 aprile 1807 si manifesta la necessità di prendere a mutuo decennale la somma di seimila scudi dal capitolo della chiesa cattedrale di Oristano. Nel 1808 i lavori ebbero inizio e procedettero con una certa speditezza, essendosi reperite le risorse occorrenti. E' del 28 ottobre 1808 il regio biglietto con il quale si annuncia l'intenzione di prendere a prestito la somma di settemilacinquecento lire sarde dalla diocesi di Sassari per consentire di portare a termine i lavori, già a buon punto.

L'epilogo delle vicende della cartiera si ha con il regio biglietto del 27 gennaio 1811, in cui si afferma l'impossibilità di continuare nell'impresa per mancanza di fondi, non essendovene neppure per poter trattenere nel regno il maestro cartaio Balma. Dopo una carestia che rendeva difficile procurare vettovaglie per il personale lavorante, una lettera in data 9 aprile 1816 fa chiaramente capire che i lavori a quel periodo erano stati fermati, forse interrotti definitivamente.

Quanto rimane oggi dell'edificio mostra che è eretto su pianta rettangolare, con ambienti al piano terra e su due piani sopraelevati. L'unico ambiente che si conserva intatto è una galleria con volta a botte che attraversa l'edificio nel senso della lunghezza (circa 40 metri) e in cui si affacciano, su di un fianco, altri ambienti cui è difficile accedere a causa dei crolli verificatisi nel tempo.

Le torri
Le torri costiere fatte edificare verso la metà del 500 dai sovrani spagnoli come baluardo contro le incursioni saracene, costituiscono il pretesto per un itinerario che unisce all'interesse storico la bellezza di un paesaggio pressoché incontaminato. Edificate in posizione strategica in maniera tale da consentire il reciproco collegamento, le torri hanno pianta circolare. L'accesso avveniva tramite una scala lignea retrattile che consentiva anche gli spostamenti interni. Quelle che si trovano lungo il litorale di Tresnuraghes, iniziando dalla foce del Rio Mannu, sono tre: Foghe, Ischia Ruggia e Columbargia.



Torre costiera di Foghe

La torre di Columbargia, o Pesquellas, è la più antica delle tre (è già esistente nel 1572); edificata su di un promontorio a protezione di due cale e della rada di Porto Alabe, dipendeva direttamente dall'Amministrazione delle Torri. Nel 1729 vi stazionavano un Alcaide e due soldati, pagati dai villaggi della Planargia. Rimase in attività fino al 1842.

La torre di Ischia Ruggia o Inscla Rubia, posta alla distanza di circa 4 Km. da quella di Columbargia e a circa 2 da quella di Foghe, dà l'impressione di non essere mai stata completata. Nei documenti è citata a partire dal 1580. Anche in essa, nel 1729 vi erano di guardia un Alcaide e due soldati pagati dalla Planargia di Bosa. L'attuale scala di accesso in muratura risale al 1800 e sostituì la vecchia scala di legno. Operò anch'essa fino al 1842.

La torre di Foghe o Fogodolla, già in funzione nel 1572 e restaurata nel 1604 e nel 1767, si eleva per circa 9 m su un imponente falesia, a 100 m sul livello del mare, a controllo della foce del Rio Mannu. Ha la scala contenuta nella massa muraria. E' elencata in territorio "de villa de Culler" in una tabella del 1729 da cui risulta anche che vi stazionavano due soldati che dipendevano dall'Amministrazione Reale di Sassari.

Enogastronomia, Ricette e Prodotti tipici

Sport, Divertimento e Tempo libero

Eventi e Appuntamenti
Festa Campestre San Marco
Processione a Piedi
S.Marco
La festa campestre di San Marco

La chiesa di San Marco è situata sul colle omonimo a circa nove km dal paese.
Per le diverse caratteristiche si suppone abbia avuto influenza sia bizantina che spagnola, non si sa di preciso il suo periodo di appartenenza.
Essa sorge sulla cima di una collina chiamata "su monte e Santu Malcu; venne costruita presumibilmente tra la fine del XIV sec. e l'inizio del XV sec., periodo questo di pestilenze e scorrerie da parte dei pirati saraceni.
Pare che la festa della prima domenica di settembre sia stata istituita per ringraziare il Santo di aver salvato la popolazione dalla pestilenza; proprio in quel periodo gli abitanti di Tresnuraghes si trasferirono su colle di S. Marco, molto probabilmente la chiesa con i locali attigui vennero utilizzati come "lazzaretto" e il santo li salvò.
Si suppone che quelle piccole abitazioni (domittas) che si trovano attorno alla chiesa e che attualmente accolgono le due confraternite durante la festa, siano state costruite proprio come locali per ospitare gli ammalati.

La chiesa con gli anni ha subito diverse ristrutturazioni, poiché le offerte di denaro fatte dai fedeli al Santo vengono destinate interamente, dai priorati che le gestiscono, per il buon mantenimento sia della chiesa che dei locali attigui.

Chiesa di S.Marco

Presso il santuario campestre esiste ancora, non più con il suo precedente uso, ''sa domo de s'eremita'', il custode.
Egli aveva diritto all'alloggio, di coltivare un piccolo appezzamento di terreno attorno alla chiesa, di portare in giro per i villaggi il "santino" dentro una teca, a tracolla, e ricevere così le offerte.
Godeva il rispetto di tutti e durante i giorni di novena e di sagra era coccolato e fornito abbondantemente di viveri. Suo esplicito dovere era quello di custodia, di tenere pulita la chiesa e fare manutenzione ordinaria.



Momenti della processione di S.Marco

Scomparsa questa ormai leggendaria figura, è rimasta a noi una festa di San Marco ricca di fede, storia, leggenda, folclore, tradizione.
Numerosissimi sono i fedeli che presenziano alle funzioni religiose e alla processione a piedi del Santo da e per la sua chiesa campestre.
Caratteristica è quella che si effettua per la "benedizione dei campi" la mattina del 25 aprile, sul colle dove sorge la piccola chiesa.
Ed è segno di grandissima devozione il fatto che si tramandi, come sempre avvenuto, il trasporto del simulacro del Santo verso la sua chiesa, indipendentemente dalle condizioni del tempo e delle strade o dei sentieri.
La festa è sempre stata organizzata, nonostante qualche anno in cui la scarsità delle entrate agrarie non permetteva agli 'obreris' (offerenti per la festa) di farsene carico.

La festa di San Marco, che ricorre due volte l'anno, il 25 aprile e la prima domenica di settembre, è organizzata dalla confraternita di S.Croce e condotta anche da quella del Rosario: è sempre stata occasione di incontro e di socializzazione di tutta una comunità e di essa con i forestieri sempre presenti in gran numero, ai quali non è mai mancata una squisita ospitalità.

Processione di S.Marco

Alla vigilia il Santo viene portato in processione a piedi dalla parrocchia (la statua vi si trova tutto l'anno) fino al monte, dove all'arrivo viene celebrata la messa e cantati i "gosos", antichi canti in suo onore.
La serata continua con i balli sardi: "su ballu tundu" e "sa danza".
L'indomani, giorno vero e proprio della festa, per promessa alcune famiglie del paese donano ai fedeli il pane benedetto (su tundu), la carne di pecora bollita, solitamente donata dai pastori del posto, e la malvasia donata anch'essa dai produttori.
I festeggiamenti si concludono in tarda serata quando il Santo viene riportato nuovamente in processione nella parrocchia.

Da sapere
Itinerario Turistico
Spiaggia Porto Alabe
Spiaggia porto Alabe
Faraglioni Corona Niedda
Columbargia
Il tratto di costa che va da Foghe a Porto Alabe appartiene al territorio del Comune di Tresnuraghes, è formata da rocce di un colore rosso vivo, a strapiombo sul mare, con altezze che in certi tratti superano i 70 metri.
Proseguendo, troviamo gli splendidi faraglioni di "Corona Niedda" che raggiungono un'altezza, per i maggiori, di circa 20 metri. La costa continua sempre alta sino alla torre di "Columbargia" e quindi si abbassa nell'arenile di Porto Alabe.

La nostra costa con "Foghe", "Torolo", "Ischia Ruggia", "Corona Niedda", "Columbargia", "Sa Balca Ilfatta" e infine lo spiaggione di Porto Alabe, rappresenta un patrimonio naturale di enorme valore, insieme alle zone dell'entroterra, come San Marco e la valle del Rio Mannu, che costituiscono vera ricchezza storica, culturale e archeologica per il paese.



Spiaggia di Columbargia


I faraglioni di Corona Niedda

Porto Alabe da alcuni studiosi è ritenuto di origine fenicia.
Il facile approdo provocò spesso invasioni di barbari che assalivano i centri costieri per saccheggiarli e ridurre gli abitanti in schiavitù.
Rimane ancora viva nella memoria della popolazione, la famosa battaglia fra i miliziani tresnuraghesi, guidati da Giovanni Maria Poddighe, e i temibili corsari della mezzaluna, nel 1683. L'episodio è ricordato dal nostro poeta Sebastiano Moretti nel poemetto "Su valore de sos Sardos in gherra".

Veduta di Porto Alabe

Per animare le serate, il comune e la Pro Loco organizzano, nella piazza principale di Porto Alabe, serate divertenti per turisti e non.
E' il trio "Copacabana" che insegnando balli latino-americani anima l'estate tresnuraghese facendo divertire gente di tutte le età.

Numeri utili

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 www.comune.tresnuraghes.or.it - Sito web Comune di Tresnuraghes

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