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Mappa Sant'Angelo a Fasanella

Informazioni generali
Il comune di Sant'Angelo a Fasanella Ŕ, insieme ad altri 157, uno dei comuni della Provincia di Salerno.
Abitanti: ha una popolazione di circa 780 abitanti.
Comuni limitrofi: confina con i seguenti comuni: Bellosguardo, Corleto Monforte, Ottati, Petina, Roscigno.
CAP: 84027
Prefisso: 0828
Codice fiscale:
Codice ISTAT: 65128
Nome degli abitanti:


Il Territorio

La Storia
Origini
Il nome Sant'Angelo a Fasanella trae origine dall'unione di Fasanella, antica cittÓ distrutta da Federico II di Svevia, con il casale di Sant'Angelo: il suo stemma, infatti, presenta in primo piano l'immagine di un fagiano, rappresentante il casale omonimo. Il nome Fasanella deriva da "Phasis", antica cittÓ greca e nome di un fiume al confine tra l'Asia Minore e la Colchide. L'antico centro urbano sorgeva in localitÓ San Manfredi a circa 3 km dall'attuale cittadina: di esso sono rimasti i ruderi di un antico castello e quelli della chiesa di San Pietro. Nel 1246 la cittadina fu rasa al suolo da Federico II con atto di superioritÓ per punire Pandolfo di Fasanella, al quale furono poi restituiti tutti i suoi possedimenti grazie all'alleanza con Carlo I d'Angi˛. Di stampo ed origini medioevali, Sant'Angelo a Fasanella fu feudo dei San Severino e dei Capece-Galeota; quindi appartenne ai Giovine ed alla potente famiglia dei Caracciolo. L'animo cittadino arse di grande spirito patriottico nell'Ottocento quando, precorrendo l'UnitÓ d'Italia del 1860, fu proprio Sant'Angelo a Fasanella ad innescare nel salernitano la scintilla della rivolta per l'indipendenza.

Tra i reperti archeologici rinvenuti sul territorio di Sant'Angelo a Fasanella va ricordato il "Guerriero di Costa Palomba". Si tratta di una scultura rupestre, del IV secolo a.C., localizzata nel cuore degli Alburni, in localitÓ Costa Palomba, raffigurante un antico guerriero detto "Antece", che significa antico o immobile.

Per quanto concerne i beni architettonici va segnalata la "Grotta di San Michele Arcangelo". Il luogo fu sede di una comunitÓ religiosa benedettina risalente all'XI secolo, ma sono ipotizzati anche possibili insediamenti precedenti legati alla diffusione della civiltÓ greca nel Cilento. Le opere murarie, di cui restano ruderi addossati alla parte esterna della roccia, sembrano risalire ai primi decenni del Trecento. L'ingresso Ŕ costituito da un semplice portale che, alla base dei due stipiti, presenta un leone e una leonessa di fattura arcaica. All'interno della grotta, oltre alla tomba di Francesco Caracciolo e al pozzo, si nota un'altissima edicola di stile gotico. La cavitÓ pi¨ profonda costituisce la cappella, dedicata all'Immacolata, sul cui altare una cornice lignea racchiude una tela databile XVII secolo. Tutto intorno si possono ammirare affreschi trecenteschi e sculture. Sul fondo della grotta si pu˛ ammirare, invece, un ricco altare seicentesco fatto costruire, come anche il pozzo e il pulpito, dall'abate Fabio Caracciolo. Su questo altare troneggia la statua in marmo di S. Michele Arcangelo.

La ricchezza principale di Sant'Angelo a Fasanella Ŕ rappresentata, senza dubbio, dal suo patrimonio di bellezze naturali. Facente parte, territorialmente, del "Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano", Sant'Angelo gode di numerosi boschi di faggio, come quello di "Terra Forte", quello di "Vallone dei Lupi" o, ancora, quello di "Coste della Pinna". A contribuire ulteriormente alla bellezza di questo territorio, ci sono i numerosi corsi d'acqua che lo attraversano, originando luoghi di grande fascino. Oltre al fiume Calore e al fiume Fasanella, va segnalata la "Cascata Auso". Ubicata a pochi chilometri dal paese, il sito Ŕ accessibile mediante la strada interpoderale carrabile, detta anche "Grotta dell'Auso" per il suggestivo fenomeno carsico che si pu˛ ammirare. A poche decine di metri dalla sorgente, l'acqua sbarrata e quindi convogliata per il funzionamento di un mulino, ora abbandonato, compie un salto di circa otto metri con un fragore enorme in un mare di spuma.

Dal 1811 al 1860 Ŕ stato capoluogo dell'omonimo circondario appartenente al Distretto di Campagna del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia Ŕ stato capoluogo dell'omonimo mandamento appartenente al Circondario di Campagna.


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