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Mappa San Rufo

Informazioni generali
Il comune di San Rufo è, insieme ad altri 157, uno dei comuni della Provincia di Salerno.
Abitanti: ha una popolazione di circa 1820 abitanti.
Comuni limitrofi: confina con i seguenti comuni: Corleto Monforte, San Pietro al Tanagro, Sant'Arsenio, Teggiano.
CAP: 84030
Prefisso: 0975
Codice fiscale:
Codice ISTAT: 65126
Nome degli abitanti: Sanrufesi


Il Territorio
San Rufo
Comune di  Rufo
Comune in gran parte montano, posto sulla strada verso il Passo della Sentinella che collega il Vallo di Diano con la Valle del Calore Salernitano e con Paestum. Il paese é ubicato in una zona pedemontana tra colline ricoperte da vigneti ed uliveti degradanti verso la piana del tanagro. Il centro abitato fu edificato nel XIII secolo da Gubello Pellegrino, ma probabilmentele sue origini sono più antiche. Nelle località Campanella, San Marzano e Casalvetere sono stati rinventuti reperti di epoca romana. Un luogo di grande interesse ambientale é rappresentato dalla località di Calvanello, facilmente raggiungibile, dove si possono ammirare i suggestivi ruderi del castello medioevale distrutto nel XV secolo. Ben conservate sono le tradizioni locali legate soprattutto ad eventi religiosi come la festa della "Madonna della Tempa" durante la quale vengono portati in processione i tipici "Cinti" di cera, artisticamente decorati. S. Rufo ospita il Centro Sportivo Meridonale, uno tra i più grandi e attrezzati del Mezzogiorno.

La Storia
San Rufo
San Rufo
Le origini di San Rufo non sono certe, spesso contrastanti e prive di fondamento. Secondo alcuni, egli sorse contemporaneamente agli altri paesi del Vallo alla fine dell’epoca romana ad opera del popolo atinate, particolarmente fiorente all’epoca. Per altri, San Rufo, fu fondato dai pollesi verso l’anno mille. Sembrerebbero più fondate le notizie dello storico sanrufese Paolo Eterni, secondo cui il nostro paese fu edificato da Gabello Pellegrino (natio di Capua ma residente a Teggiano) in onore di San Rufo, terzo Vescovo di Capua, alla fine del 1200. Venne poi ingrandito dal popolo di Diano. Ma le stesse sono smentite da alcune Antiche carte nell’Archivio parrocchiale che anticipano di almeno 4 secoli la nascita di San Rufo o perlomeno già nel 900 cera la certa presenza di un cospicuo nucleo abitato, arroccato sulle nostre colline. E forse il nobile Gabello Pellegrino, nel 1200, contribuì ad organizzare ed ingrandire il nostro Casale, dandogli particolari ordinamenti giuridici, trasformandolo da Casale indifeso di agricoltori e pastori qual’era, in un vero e proprio “oppidum”. Inoltre, Gabello, per devozione al Santo di Capua III Vescovo della città, portò qui la devozione ed una reliquia del Santo Rufo, che si è conservata in una pregiata teca a forma di braccio sino a mezzo secolo fa. E da ciò, forse, venne considerato come fondatore di San Rufo a cui diede anche il nome.Rufo, che diede il nome al paese, nacque da nobile ed antica famiglia romana tra il 30-35 d.C. Giovanissimo abbracciò la carriera delle armi ma grazie ad un miracolo alla sua figlia Rufina, abbandonò il paganesimo e si fece battezzare. Si fece notare per il suo carattere adamantino e per la sua dedizione all’esaltante ideale del Nazareno, fu chiamato da tutti a succedere al Vescovo Sinòto, svolgendo in quella città un magnifico apostolato di carità, di predicazione, di esempio. Martire a causa della persecuzione di Domiziano (81-96 d.C.), ricevette la palma del martirio il 12 agosto dell’83 d.C. La sua festa si celebra il 27 agosto, giorno in cui il suo culto fu ufficialmente approvato. Le sue ossa riposano sotto la Basilica di S.Maria delle Grazie, presso l’antico Anfiteatro, a Capua.La statua in legno del Santo risale ai primi anni del 1700. Il paese fu casale di Diano, e divenne feudo dei Pellegrino fino al '600, per poi passare alle famiglie Rinaldi e Laviano. Il territorio di San Rufo è molto interessante dal punto di vista archeologico. Purtroppo si è salvato poco del patrimonio artistico della città, ma dell'antica struttura rimangono alcuni interessanti edifici del 600 e 700 con portali in pietra, e si possono ammirare i ruderi dell'antico castello. Il comune di San Rufo si trova ad un'altitudine di 640 metri sul livello del mare, conta circa 2000 abitanti e copre una superficie di 31.62 Kmq. San Rufo è posizionato fra due monti: Spina dell'Ausino e Cucuzzo delle Puglie. Tra essi si apre il passo della Sentinella, che da sempre mette in comunicazione il Vallo di Diano con la Valle del Calore Salernitano.Come altri piccoli paesi di questa zona, il territorio vede la prevalenza di vegetazione arborea. ...Ed in questa vallata stupenda, ammantata di verde perenne, inondata di sole, ebbra di azzurro e ricca di aria pura e fresca, con un panorama incomparabilmente vario e sorprendente, San Rufo occupa innegabilmente un posto invidiabile, per cui a ragione cantava il nostro massimo poeta locale: “San Rufo mia, aria gentile, beato chi ci viene ad abitare!...” (Nicola Marmo,1838-1904)

Folklore, Cultura e Tradizioni

Monumenti, Luoghi e Itinerari
Itinerari
Certosa di Padula
Grotte di Pertosa
Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano è una meraviglia a cielo aperto di ineguagliabile valore ambientale che conserva immutata l’armonia della sua natura e della sua storia millenaria. Patrimonio dell’umanità culturale e naturale dell’UNESCO, il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano incanta ogni visitatore coi suoi straordinari paesaggi. È un'area protetta che comprende una parte di Appennino e una fascia costiera tra le più suggestive e incontaminate della Campania meridionale, e che pertanto presenta una notevole quantità di ambienti e di ecosistemi diversi, dall'oasi WWF di Persano ai parchi marini degli Infreschi e di Santa Maria di Castellabate, dalla valle del Calore alle pendici dei Monti Alburni, da Capo Palinuro al Monte Cervati. Nel parco, oltre all'avifauna in generale (che annovera specie rarissime come la coturnice e il picchio nero) e a una straordinaria varietà di paesaggi vegetali che vanno dalla macchia mediterranea, alle leccete, alle pinete costiere di Pino d'Aleppo, si possono ammirare le formazioni rocciose di capo Palinuro, costellato di caverne di incredibili colori e le grotte di Pertosa e di Castelcivita con le loro strabilianti formazioni calcaree. Le bellezze naturali di questa terra ricca di storia e di mistero rendono il Cilento meta di migliaia di turisti provenienti da ogni parte d'Italia e dall'estero

Grotte di Pertosa
Un verde intenso, lussureggiante, accompagna il visitatore fino all'antro della Grotta di Pertosa. Nella semioscurità una barca a fondo piatto attende chi vuole addentrarsi nell'oscurità della terra. Nessun rumore disturba la visita, né remi, né motori. La barca scivola lentamente sull'acqua, trainata e spinta da un barcaiolo che si fa strada, a forza di braccia, afferrando un cavo d'acciaio sospeso. Ci si allontana dolcemente dalla luce; la barca urta l'altra sponda e il rumore sordo avverte che si è già arrivati, ancor prima che l'occhio si sia abituato all'oscurità. Pochi istanti e la barca è ormai lontana. Si è soli dall'altra parte e non resta che addentrarsi nella grotta per esplorare un mondo diverso. Nell'immaginario comune si credechele viscere della terra siano disabitate, silenziose e spettrali, uno scenario da incubo che risveglia timori di buio e morte. Non è così. Le grotte hanno i loro colori opalescenti, riflessi nell'acqua, amplificati abilmente da luci artificiali che creano fantasiosi giochi di ombre: il Trono, la Sfinge, il Vescovo, l'Elefante, la Murena, sono solo alcune delle tante suggestioni che stalattiti e stalagmiti generano nel tempo. Ora l'attenzione dell'occhio riesce perfino a notare che non si è completamente soli: piccoli insetti ciechi con lunghe antenne si muovono a balzi alla ricerca del guano; qualche pipistrello solitario, raccolto nelle ali, è aggrappato in piccoli anfratti, immerso in un profondo letargo. Lontano dai rumori assordanti dell'esterno, si riesce facilmente a percepire il suono delle gocce sulla roccia, lo sbatter d'ali dei pipistrelli che, disturbati dalla luce della torcia, improvvisano un volo disorientato. La Vecchia Dimora dei Pipistrelli, la Sala delle Spugne, il Braccio delle Meraviglie, sono nomi che evocano immagini fiabesche, dove è possibile percepire una nuova dimensione del reale. Il Salone, ultima grotta dalla grande volta, richiama lo sfarzo di sontuose sale da ballo, ornate di fregi e lampadari di cristallo, atmosfera ideale per regalarsi un sogno. La misura del tempo si cristallizza nell'avvicinarsi della stalattite alla stalagmite, creando una sorta di segnatempo, a forma di clessidra, che svela il segreto dell'eternità

Enogastronomia, Ricette e Prodotti tipici
Agriturismo Acquafredda
Agriturismo Acquafredda
0975/395532 - 3386875364 Il nostro complesso prende origine da un vecchio casale di campagna dove le attività rurali erano interminabile. La struttura si adagia quasi naturalmente in una valle che spesso da chi ci visita vieni battezzata come "incantata"La bellissima Valle del Torno ospita l'Agriturismo Acquafredda che prende il suo particolare nome da una rigogliosa sorgente d'acqua cristallina che dai monti viene giù fino alla struttura. Qui forniamo ai nostri amati clienti la possibilità di vivere per un pò in una natura totalmente incontaminata nel Parco Nazionale del “Cilento e Vallo di Diano” e di assistere ad eventi di particolare bellezza, oltre che a degustare la squisita cucina locale che ha fatto di questo complesso una meta sempre più frequentata. Che aspetti, vieni a trovarci!

Sport, Divertimento e Tempo libero
Centro Sportivo Meridionale
Planimetria Centro Sportivo Meridionale
Il Centro Sportivo Meridionale di San Rufo, in provincia di Salerno, realizzato fra gli Anni Settanta e Ottanta, si estende su una superficie complessiva di 150.000 metri quadrati.

L’intero complesso del Centro Sportivo Meridionale, ubicato nel territorio del Comune di San Rufo in località Camerino, sito nella parte a valle del centro abitato, in una posizione baricentrica rispetto al bacino di utenza, è di proprietà del Consorzio Centro Sportivo Meridionale – Bacino SA3, che raggruppa ben 45 comuni, dei quali 19 nel Vallo di Diano.

Il complesso è costituito dai seguenti impianti sportivi:

* Palazzetto dello sport, comprensivo di campo di gioco polifunzionale.

* Impianto natatorio al coperto con piscina con vasca nuoto 25,00x16,60 m e vasca apprendimento 11,00x10,00 m.

* Piscina scoperta olimpionica.

* Campo di calcio con pista d’atletica e tribune per il pubblico per circa 3000 spettatori e servizi di supporto sottostanti; le dimensioni del campo di calcio sono di 105,00x66,00 m; la pista di atletica leggera ha sei corsi e pedane per salti e lanci.

* N. 3 campi da tennis (2 in terra rossa ed uno in sintetico) all’aperto di cui n. 1 dotato di tribuna prefabbricata in ferro.

* Campo di gioco polifunzionale all’aperto.

Completano le strutture in dotazione al Centro Sportivo Meridionale,

* Centro Direzionale.

* Edificio foresteria.

* Uffici.

* Aree verdi attrezzate.

* Spazi parcheggio.

* Viabilità pedonale e carrabile.




Eventi e Appuntamenti

Da sapere

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