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Informazioni generali
Il comune di Morano Calabro è, insieme ad altri 154, uno dei comuni della Provincia di Cosenza.
Abitanti: ha una popolazione di circa 4900 abitanti.
Altitudine: è situato a circa 694 metri sul livello del mare.
Comuni limitrofi: confina con i seguenti comuni: Castrovillari, Mormanno, Rotonda (PZ), San Basile, Saracena, Viggianello (PZ).
CAP: 87016
Prefisso: 0981
Codice fiscale:
Codice ISTAT: 78083
Nome degli abitanti: Moranesi


Il Territorio

La Storia
Il toponimo Muranum compare per la prima volta in una pietra mil
Il toponimo Muranum compare per la prima volta in una pietra miliare del II secolo a.C., ma se è chiara l'origine romana di questa stazione della Regio-Capuam, l'etimologia è incerta: c'è chi pensa ai gelsi mori di cui il territorio abbondava, chi alla parola greca méruma, cioè "cumulo", perché gli edifici sembrano ammonticchiati gli uni sugli altri.

L'appellativo di Calabro è un'aggiunta del 1863 per distinguerlo da Morano sul Po. La Storia

• 132 a.C., risale a quell'anno la lapide miliare rinvenuta a Polla in cui compare il nome Muranum. La località era probabilmente abitata già dal 300 a. C. ca.

• 1076, i moranesi sconfiggono un'orda di saraceni. La testa del condottiero saraceno viene portata in trionfo per le strade del villaggio. Tra 1100 e 1200, in età normanno-sveva, sorge il nucleo originario del Castello.

• 1452, viene fondato da Pietro Antonio Sanseverino, feudatario di Morano, il convento dei Francescani dedicato a S. Bernardino da Siena.

• 1515, inizia l'ampliamento del Castello.

• 1568, viene fondato l'"Ospedale degli infermi e dei poveri pellegrini", a cui si dedicherà la Confraternita del Carmine.

• 1881-1901, in questi vent'anni si fa più acuto il dramma dell'emigrazione, che provoca una forte diminuzione della popolazione.


Un dedalo di viuzze che sale verso il Castello

La bellezza di Morano sta nella delicata combinazione di arte e bellezze naturali: la pietra degli archi, dei torrioni, dei contrafforti, delle case abbracciate le une alle altre, si sposa con la maestà dei monti circostanti creando uno scenario davvero unico.

La maglia urbana, fitta e intricata, fa di Morano uno dei centri storici più suggestivi e integri dell'intera Calabria. La visione d'insieme è quella di un presepe, con le case in architettura povera degradanti verso il basso, con i tetti rossi dei coppi e il dedalo di viuzze che sale verso il Castello.

La scoperta di Morano può partire dalla Chiesa di S. Bernardino da Siena, un gioiello di architettura monastica quattrocentesca in stile tardo-gotico. La facciata è dominata da un bel portale ogivale in pietra gialla, mentre l'interno è mistico e severo come tutti gli ambienti francescani (l'annesso convento è stato fondato nel 1452).

Pregevoli il soffitto ligneo a carena di nave, unico in Calabria, e il Polittico di Bartolomeo Vivarini, dipinto a Murano nel 1477, che risplende sull'altare in un balenio di ori. Risalendo il quartiere dei Lauri, dove vi era uno stanziamento di monaci bizantini, si raggiunge la Collegiata di S. Nicola, costituita da due corpi di fabbrica, il superiore quattrocentesco (ma di aspetto barocco per i rifacimenti tardo-settecenteschi) e l'inferiore di epoca precedente.

Dal rione S. Nicola, attraverso archi, sottopassi, viuzze e slarghi che rivelano stupendi scorci paesaggistici, si raggiunge il Castello, di origine normanna (sec. XII-XIII) e ampliato, tra il 1515 e il 1546, da architetti napoletani per conto del Principe Sanseverino che lo elesse a propria dimora.

Da lì il passo è breve per la Collegiata dei SS. Pietro e Paolo, la chiesa più antica di Morano, risalente al Mille, che oggi si presenta però totalmente ristrutturata al suo interno in chiave tardo-barocca. Dello stesso periodo, fine secolo XVIII, è l'arredo ligneo, come il coro, opera della bottega dei Fusco, valenti ebanisti locali.

Conserva al suo interno anche due statue in marmo di Pietro Bernini, padre del più famoso Gian Lorenzo. Altra chiesa-museo, per l'elevata concentrazione di opere d'arte, è la Collegiata di S. Maria Maddalena, con la cupola e il campanile maiolicati giallo e blu visibili da ogni parte del centro storico.

Sono da visitare, inoltre, la Chiesa di S. Maria del Carmine e, fuori dell'abitato, il Convento dei Cappuccini, con l'austero chiostro seicentesco, e i ruderi del monastero di Colloreto, immersi in un grande bosco di elci e faggi ai piedi del Pollino.

Morano è anche ricca di palazzi gentilizi, costruiti per lo più tra '700 e '800 dalle famiglie benestanti grazie alla proprietà della terra o all'esercizio delle professioni liberali. Hanno prospetti regolari e simmetrici, portali in pietra, scalinate ampie con grandi arcate, il seicentesco Palazzo Rocco, l'elegante Palazzo Salmena, Palazzo Serranù, Palazzo Scorza-Aronne, Palazzo Cozza col suo loggiato angolare, il Palazzo dei Cavalieri Marzano nel rione Giudea, con le facciate dal caratteristico colore rosso, il Palazzo Lauria col bel portale barocco, e molti altri.

Spesso bastionati sono invece i palazzi nati all'interno del nucleo medievale accorpando o sopraelevando edifici adiacenti, come il Palazzo Guaragna-Cappelli o Palazzo Coscia, sopraelevato nel 1793 su una struttura originaria del '400.



Folklore, Cultura e Tradizioni

Monumenti, Luoghi e Itinerari

Enogastronomia, Ricette e Prodotti tipici
Iprodotti tipici locali
Il prodotto del borgo

Morano vuol dire formaggi: caciocavallo, mozzarella, treccia, ricotta, pecorino, tutti derivanti dalla lavorazione artigianale del latte di pecora autoctona.


Il piatto del borgo

Oltre agli insaccati di maiale, bisogna gustare la pasta fatta in casa: la scelta è tra cavateddri (gnocchi), rascateddri (maccheroni con sugo di salsiccia), lagane (tagliolini) con fagioli o ceci.

Tra i piatti esclusivi di Morano c'è lo stoccu e pateni, stoccafisso con patate e peperoni secchi.



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