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Mappa Monsano

Informazioni generali
Il comune di Monsano è, insieme ad altri 48, uno dei comuni della Provincia di Ancona.
Abitanti: ha una popolazione di circa 2840 abitanti.
Comuni limitrofi: confina con i seguenti comuni: Jesi, Monte San Vito, San Marcello.
CAP: 60030
Prefisso: 0731
Codice fiscale:
Codice ISTAT: 42025
Nome degli abitanti: Monsanesi


Il Territorio

La Storia
Storia antica di Monsano
Giovanni Annibaldi senior riguardo le numerose testimonianze di civiltà romana, sparse per la Vallesina così scriveva «Il resto del territorio era in ogni parte seminato di quei vasti fabbricati che i Romani chiamavano rus o villa rustica, e di pagi (villaggi), più o meno grandi ove quei ricchi signori tenevano una gran moltitudine di plebei e schiavi a coltivare i loro vasti fondi. Di talune di esse ville e pagi restano tuttora nomi ed indizi. Così nelle pertinenze di cupramontana abbiamo il pago di Veeiano, il Camuriano [...] e nelle pertinenze di Jesi L'Attiliano, il Clodiano, Il Liliano, il Musiano, il Rutulano». Questi ultimi toponimi di richiamo romano ci portano al nostro territorio di Monsano, di cui facevano parte.

Purtoppo non abbiamo testimonianze contemporanee precise della presenza romana, ci possiamo solo rifare ad un antico documento altomedievale che richiama con significativa efficacia semantica ad antiche memorie imperiali: il Codex Traditionum Ecclesiae Ravenatis, il "più prezioso e basilare documento della storia altomedievale marchigiana". Si tratta di un registro catastale, emesso dalla camera arcivescovile ravvennate, in cui si trovano annotazioni di possessi e regesti di negozi giuridici relativi ai beni immobili della Chiesa Arcivescovile di Ravenna nella Pentapoli, e particolarmente nei territori di Rimini, Senigallia, Osimo, Jesi, Gubbio, Perugia, Fossombrone, Urbino e Montefeltro.

In sintesi, in un documento vengono nominati diversi toponimi che chiaramente richiamano a luoghi oggi ancora esistenti nella zona di Monsano. Esaminando questi toponimi, l'Annibaldi Senior, giustamente nota che si tratta di nomi manifestamente pre cristiani derivati da famiglie romane esistenti all'epoca della repubblica. Questi personaggi o famiglie, proprietari di questi fondi amplissimi, hanno dato loro il proprio nome, che nel tempo è immutato anche quando i vecchi proprietari se ne sono andati.

Due toponimi, in particolare sembrano richiamare la loro origine romana Lauritum, o Laureto, ad indicare un luogo in cui abbondavano gli allori, pianta sacra ad Apollo, ipotizzando quindi la presenza di un piccolo tempio o un culto sacro al dio dell’arte e della musica. L’altro nome è quello di una villa o rus, ovvero i fondi fuori della vicina Jesi in cui i ricchi signori facevano coltivare i loro terreni: Musianum, che chiaramente richiama di nuovo il culto delle Muse. Culto che con una teoria davvero suggestiva, poeticamente l’Annibaldi motivò, “per la bellezza del suolo, per la bellezza dell’aere, e per l’amenissimo orizzonte terminato dagli azzurri prospetti del lontano Appennino e del soggiacente Adriatico”. (nelle foto, antichi contadini).

Il cristianesimo arrivò nel IV secolo, nel momento culminante della persecuzione di Diocleziano, ed ebbe come vittima quel San Settimio, primo vescovo inviato da Papa Marcello per annunciare il vangelo a Jesi. Se la città ricevette per prima il messaggio evangelico, fu ben più dura la conquista cristiana nelle campagne e nei paesi o villaggi delle periferie, dove più radicato era l'attaccamento per gli antichi culti e tradizioni pagane.

Il Vangelo però non tardò ad attecchire nel territorio di Monsano: agli albori dell'anno mille, le prime testimonianze di presenze cristiane con quella che è forse la più antica costruzione cristiana nella Vallesina, la Chiesa degli Aroli e successivamente nel XIII secolo con la costruizione della Pieve di Monsano, è attestato che il cristianesimo era già radicato ed organizzato da molto tempo.

A spazzare via le più consistenti testimonianze romane e cristiane, furono i barbari, che dal V secolo, come un uragano, imperversarono sulle nostre terre, con l'effetto distruttivo di un'ondata sui castelli di sabbia.



Pillole di storia monsanese: vita contadina e contratti nel 1200
«L'abbazia di Valfucina si trovava ai piedi del monte San Vicino; le prima testimonianze della sua esistenza risalgono al 1058.Tale abbazia possedeva cospicui beni fondiari nel territorio di Monsano e numerose Chiese alle sue dipendenze, tra le quali ricordiamo quella di Santa Maria degli Aroli e di Santa Maria fuori Monsano. Altri beni ubicati nel territorio di Monsano passarono, nel corso dei secoli fino al XIII, da proprietà ravennate a proprietà della Chiesa jesina. Non è oggi possibile ritrovare l'esatta ubicazione di tutti i suddetti beni dell'abbazia, ma di sicuro coprivano uno spazio notevole e producevano molte ricchezze.

Ora. Non possiamo immaginare che i poveri monaci dell'abbazia riuscissero a coltivare tutte le loro proprietà da sole, soprattutto in seguito a "un'empissima" decisone della città di Jesi che mirava a dare la libertà agli schiavi servi della gleba e che privava così i poveri monachelli di cui sopra di molta manodopera. Qual'era dunque la soluzione migliore per non lasciare tutto quel ben di Dio, o meglio della sua Chiesa, incolto? Affittarlo.

Si decideva infatti di lasciare lavorare un appezzamento di terreno a una certa famiglia per un periodo di tempo piuttosto lungo, previo il pagamento di una certa quota di denaro/ beni in natura. Nel periodo dettato dal contratto, i coloni si impegnavano a pagare quanto dovuto ai monaci, e questi non potevano per nessun motivo cacciarli dal terreno a loro affidato. Scaduto il termine di affitto, il terreno tornava alla Chiesa.

Evento che spesso non si verificava, tramutando così la concessione temporanea in proprietà ereditaria».

Autrice dei testi: Valentina Basso; ricerca a cura di Mauro Rocchegiani; fonte: "Monsano tra storia ed arte", a cura di Rosalia Bigliardi, Loretta Mozzoni, Stefano Santini, Costantino Urieli.




Continuiamo con le salaci pillole di storia monsanese a cura di Valentina Basso; frammenti remoti che vanno a comporre quel mosaico che è la storia del nostro paese e non solo. A volte, infatti, tra le pieghe sottilmente ironiche e taglienti di Valentina, ci sembra di sentire qualcosa che suona, ahinoi, un po’ troppo familiare.

Proseguendo nel cammino di preparazione alla Giornata di Gaspare – Il Purgatorio dei Canti, che andrà in scena il 23 luglio prossimo a Villa Pianetti, continuiamo a dare un’occhiata curiosa al nostro passato; ma più che alla storia in sé, il nostro sguardo va alla vita contadina, alle condizioni in cui vissero gli antenati di Gregorio e di Gaspare, a cui apparve nel 1471 la Vergine Maria; a come si viveva in campagna, ai ruoli di ognuno, alle sottomissioni, ai contratti e, spesso, allo sfruttamento. Una vita fatta di sudore, della quale però vorremmo ricordare anche i canti, quelle melodie sotto il sole da una collina all’altra da un campo all’altro. Il sudore è rimasto, ma i canti? (a cura di Mauro Rocchegiani)



"Quando fu che stabilirono (errando) il nome Monsano"
Campagna monsanese attuale
Pillole di storia Monsanese:

«Il grazioso comune di Monsano fa parte della provincia di Ancona e della Diocesi di Jesi; misura 14.5 kmq. di superficie. Dista 6 km da Jesi, 14 km dal mare e 27 km da Ancona. Il suo territorio è di media collina, il paese vero e proprio è posto quasi alla sommità della collina, nel Castello quattrocentesco. Il territorio degrada poi dolcemente verso una rigogliosa pianura che conserva ancora case e ville coloniche.

Il nome di Monsano è la denominazione moderna dell'antica villa e poi Castello. In tempi remoti il suo nome era Musiano, derivato da un bosco ricco di allori nelle sue vicinanze, dove leggenda vuole abitassero le Muse.

Col passare del tempo questo nome altamente evocativo fu distorto in Musciano o Mosciano. Il Consiglio di Monsano nel 1863 decise poi, all'unanimità, di cambiare il nome del luogo in Montesano, poi Monsano.

Le motivazioni addotte a questo cambio furono la salubrità dell'aria e la felice posizione su un Monte e il ritorno al nome originario del comune. La decisione del Consiglio fu approvata nel dicembre dello stesso anno e Mosciano divenne Monsano. Anche se non era quello il suo nome antico e di certo non si trovava in cima a un monte».

Autrice dei testi: Valentina Basso; ricerca a cura di Mauro Rocchegiani; fonte: "Monsano tra storia ed arte", a cura di Rosalia Bigliardi, Loretta Mozzoni, Stefano Santini, Costantino Urieli. Foto di Matteo Catani


Torniamo a pubblicare alcune notizie di storia monsanese. Nuovi piccoli frammenti per comporre un nostro mosaico sull’anima ed il passato di Monsano. Come lo scorso anno, queste pagine andranno a preparare il pubblico in vista de La Giornata di Gaspare – Il Purgatorio dei Canti, che andrà in scena il 23 luglio 2009 nello splendido giardino di Villa Pianetti.

I fatti che narreremo sono infatti legati o fonte di ispirazione per l’evento. Lasceremo delle tracce, daremo indicazioni di lettura, integreremo l’interpretazione di un testo che quest’anno sarà altrettanto, se non più, complesso e affascinante.

Queste pillole di storia rimangono, comunque, godibilissime a sé, tra l’altro grazie ad una significativa novità: l’autrice sarà la nostra nuova giovanissima collaboratrice, Valentina Basso. Dotata di una lucidità, un’intelligenza e un’ironia uniche, Valentina ci offrirà alcuni tasselli importanti e sconosciuti della nostra storia in una maniera davvero molto particolare, che scoprirete volta per volta.

Come assaggio, abbiamo voluto inziare con la storia del nome del nostro paese, e di come, errando, il consiglio comunale di allora stette quasi per stabilire Montesano, per fortuna cambiato in Monsano.

Chi è Valentina Basso, lei si presenta così: studentessa milanese di 20 anni, divide la sua vita tra gli amici, i tanti, troppi hobbies e il suo blog. Si è diplomata al Civico Liceo Linguistico A. Manzoni di Milano e al momento tenta con tutte le sue forze di laurearsi entro i tempi stabiliti in Lingue Straniere. Tra le sue maggiori aspettative, pubblicare il suo primo romanzo e vedere il resto del Mondo Conosciuto.



Pillole di storia Monsanese: mura, campagne, nomi, immigrazioni (1)
Campagne monsanesi (foto di Mauro Rocchegiani)
«La storia di Monsano, o Musiano nel suo nome antico, come comunità distinta inizia nel XIV secolo. Prima di questa data il paese apparteneva infatti al Contado di Jesi. Una prova scritta dell' esistenza di questo comune in epoca medievale la riscontriamo comunque in un documento della Santa Sede del 1283, in cui Papa Martino IV riconosce la villa di Musiano come appartenente, appunto, all'area sottoposta al comune di Jesi.

Villa Musiano apparteneva al contado di Jesi. Ma perchè villa e non castello? Cosa mancava a questo delizioso paesino della Vallesina per potersi fregiare del titolo di Castello di Musiano? Un particolare che noi diremmo scontato, quasi banale, ma che nel Medioevo era sicuramente tenuto in gran conto. Le mura.

Musiano non era cinto da mura, nemmeno un muretto di calcestruzzo, e dunque era da definirsi villa.

Il territorio marchigiano apparteneva, in quel tempo, allo Stato Vaticano. Due erano i modi, per le terre della Santa Sede, di essere ad Essa soggette. Si poteva infatti dipendere direttamente dal Vaticano, oppure si poteva dipendere da una città che dipendeva dal Vaticano. Non che tra le due alternative ci fossero molte differenze, in ultima analisi. Nel caso che interessa questa sede, la città di Jesi era direttamente soggetta al Vaticano, mentre l'area intorno a essa (quindi il suo Contado) lo era solo indirettamente. Quindi, all'inizio della nostra storia, ci sono la città di Jesi, soggetta direttamente al Vaticano, e il suo Contado, compreso Monsano».


[Autrice dei testi: Valentina Basso; ricerca a cura di Mauro Rocchegiani; fonte: "Monsano tra storia ed arte", a cura di Rosalia Bigliardi, Loretta Mozzoni, Stefano Santini, Costantino Urieli].

Direttamente o indirettamente, i nostri antenati contadini erano comunque sempre sotto qualcuno, anzi proprio l'essere soggetti in maniera indiretta creerà delle situazioni per cui, come vedremo più avanti, gli abitanti della città di Jesi ed alcuni ricchi di Monsano sfruttarono in maniera spudorata il lavoro del contado. Sudore e sangue, e fame, tanta fame. Qualche volta, magari, un canto dispettoso da un lato delle colline all'altro, dove risuona meglio. Cantare...forse non restava altro per tirarsi su il morale. Esserci per faticare: avere il nome della propria "villa" su un documento, infatti, significava, insieme all'esistenza "ufficiale", soltanto l'obbligo di pagare le tasse a qualcuno.

Mauro Rocchegiani

(CONTINUA)



Pillole di storia Monsanese: mura, campagne, nomi, immigrazioni (2)
Via Guastuglie
(...SEGUE) «Facciamo ora un piccolo balzo in avanti nella storia, giusto di un paio di secoli, fino ad arrivare all'anno 1441. Cos'è successo di così importante nel 1441? È stato stilato il primo catasto completo dell'intero Contado di Jesi. Scorrendo questo importante documento capita di incontrare, tra i possidenti laici, cognomi come ad esempio “Schiavo”, "Schiavoni" o “Albanesi”, che in realtà non sono affatto di origine marchigiana. È una delle testimonianze della presenza di genti transadriatiche nel territorio già da qualche tempo. Come mai nel 1441 erano presenti dei proprietari terrieri non di origine marchigiana?

Ebbene, la risposta deve essere ricercata nella storia per così dire europea di quegli anni. Rispolveriamo quindi tutti assieme le nozioni di storia che abbiamo imparato a scuola. L'impero di Costantinopoli (o Impero Romano di Oriente) era praticamente in rovina: i Turchi lo avevano invaso e saccheggiato e Maometto II non faceva di meglio, tanto che, nel 1453, Costantinopoli cadde in mano ai nemici. (Nella foto Via Guastuglie, dove abitava la Famiglia Calvise di cui faceva parte il giovane Gaspare, che nel 1471 incontrò la Vergine Maria)


Nemici che, non paghi delle terre ottenute, decisero bene di dilagare anche verso i Balcani, i cui abitanti furono costretti a darsela poco elegantemente a gambe. E dove avrebbero mai potuto rifugiarsi questi esuli se non nei territori subito di fronte alla loro madrepatria? Appunto! Dobbiamo considerare che l'allora Contado di Jesi non è come lo vediamo noi oggi; anzi, la zona era ricca di foreste e acquitrini, che lasciavano all'agricoltura uno spazio decisamente insufficiente a nutrire la popolazione.


Ecco che gli immigrati dai Balcani furono artefici del grandioso fenomeno di dissodamento della Vallesina, assieme, a partire da metà del secolo, ai Lombardi. Nel 1471 infatti la città di Jesi emanò un bando in cui si invitavano gli abitanti dell'Italia settentrionale (Lombardi) a recarsi nel Contado, dove sarebbero state assegnate loro delle terre che avrebbero disboscato e posseduto. Della prima ondata di Lombardi insediatasi nell'area di Monsano, si ricordano Giovanni da Pavia e Morello , residente nella villa Calvise. E non solo la «gente del Nord» contribuì al dissodamento della Vallesina. Nel 1472 venne aperta, infatti, a Jesi la prima tipografia delle Marche, a opera del lombardo Federico Conti.

Ma Torniamo all'opera di dissodamento e disboscamento agricolo. Non solo questa ebbe il grande effetto di far rifiorire l'agricoltura nel Contado, ma mise a disposizione ingenti quantità di legname, utilizzabile non solo per costruire abitazioni, ma anche per usi cittadini e artigianali. Inoltre fu possibile mettere sul mercato cereali e legumi in maggiore quantità e di migliore qualità, il che, chiudendo il circolo, aumentò nuovamente la rendita dell'agricoltura. Arricchendosi, poi, gli immigrati acquisirono la possibilità di comprare altri terreni e di prendere a loro servizio dei collaboratori; da qui la nascita della civiltà contadina che molto ha significato nel territorio monsanese e marchigiano tutto».

[Autrice dei testi: Valentina Basso; ricerca a cura di Mauro Rocchegiani; fonte: "Monsano tra storia ed arte", a cura di Rosalia Bigliardi, Loretta Mozzoni, Stefano Santini, Costantino Urieli].

Ecco un'altra curiosità sulla storia della nostra piccola terra, e, se vogliamo, un piccolo spunto di riflessione che parte da alcuni cognomi diffusi a Monsano, in particolare Albanesi, che, a ritroso nel tempo ci porta a conoscenza del fatto che forse potremmo essere anche noi figli di immigranti o comunque avere una relazione con quelle persone che, perseguitate al di là del mare, sono venute a rendere, lavorando duramente, la nostra campagna abitabile e coltivabile. Ed insieme fa riflettere anche il fatto che anche genti del nord, i «i lombardi» siano "scese" nella nostra regione anch'esse a trovar lavoro (e a portarne), coltivando la nostra bella terra. Siamo stai un polo d'attrazione, in passato, siamo stati accoglienti e ha pagato!

La storia dettagliata del paese è contenuta nell'ottimo volume "Monsano tra storia ed arte", a cura di Rosalia Bigliardi, Loretta Mozzoni, Stefano Santini, Costantino Urieli; le nostre non vogliono essere né lezioni né approfondimenti: questa, come le altre pillole, vorrebbe offrire uno spunto per ricordare e anche per riflettere. Un incentivo alla Memoria, per mostrare, con un po' di ironia a volte amara, quanto, a volte, le cose spesso non siano cambiate, se non nell'esteriorità. Oppure peggiorate, chi può dirlo...

Vorremmo che ci fosse Memoria di quanto sudore è stato versato per arricchire le casse gia gonfie di chi viveva entro mura "troppo" lontane dai campi; delle calamità non umane (terremoti, carestie, peste) che periodicamente hanno sopraffatto i contadini; ma anche della volontà di costruire, migliorare, costruire di nuovo, ospitare e lavorare insieme senza pregiudizi come successe nel XV secolo. Di quanti hanno cantato insieme, rendendo meno dura la vita, di quanti hanno continuato a scherzare nonostante la fatica, uscendo di casa con gli attrezzi sulle spalle e la melodia di un canto semplice che usciva genuina dal cuore. (Nella foto la campagna vista da Via Carbonara, la strada che dal paese va verso il mare)

Ringrazio Valentina per l'aiuto prezioso nel creare queste porzioni di storia contadina monsanese, estraendo gli aspetti più significativi, importanti o anche solo curiosi della nostra storia, per condirli con il suo stile davvero unico! Una curiosità: un lombardo, come lei, capitò nel 1471 proprio a casa di Calvise, il padre del giovane pastorello Gaspare; guarda caso lei ha incrociato le nostre strade proprio in occasione della preparazione della Giornata di Gaspare, lo spettacolo ispirato a lui e alla nostra storia in scena il 23 luglio 2009 a Villa Pianetti: che la storia si ripeta…..?

Mauro Rocchegiani (vedi www.monsanocult.eu)



Folklore, Cultura e Tradizioni
Apparizioni
Poco prima della primavera dell'anno 1471, un piccolo proprietario terriero monsanese di nome Gregorio, ebbe la ventura di fare uno degli incontri più straordinari nella storia del piccolo paese, e forse dell'intera regione. Un marzo speciale, unico, l'inizio di una stagione veramente importante, che però sta sfiorendo nella memoria, come un affresco i cui pezzi si sbriciolano poco a poco. Gregorio è l'erede di quegli uomini lontani che vissero accanto agli Aroli, quel punto di passaggio così carico di suggestioni antiche e di incontri col mito e le paure più ancestrali. Forse vi giunsero i Piceni, arrivati secoli fa per celebrare il rito di un'altra, remota, primavera. Poi furono i greci o qualcuno che con essi commerciava. Infine i romani, nella vicina Jesi, che vennero a coltivare le nostre campagne.

Nel bosco di lauri sacri, era forse custodito un tempietto per il Dio Apollo. In mezzo agli allori, si dice vagassero gli spiriti delle Muse. O almeno così ci suggeriscono i pochi, ma pregevoli frammenti qui ritrovati nel 1961 da Domenico Albanesi. Certo è che nel XII sec. c'era una chiesetta, S.Maria de Lauriola di cui oggi ancora è visibile il protiro ed una parete laterale. Le antiche paure generate dal mito, in un certo qual modo, svanirono, o almeno si trasformarono, quando appunto, nella primavera del 1471 una Musa ben più importante per la nostra storia si presentò al nostro Gregorio. Con lui a Gaspare di Calvise, garzone, e poi al rettore degli Aroli, frà Giordano, per chiedere la costruzione di una cappella. Andrea di Bartolo dipinse l'immagine della Vergine secondo la descrizione dei veggenti, ed in uno straordianario affresco li raffigura ai suoi piedi durante il loro meraviglioso


Monumenti, Luoghi e Itinerari

Enogastronomia, Ricette e Prodotti tipici

Sport, Divertimento e Tempo libero
Associazione Monsanocult
MonsanoCult è un’associazione senza scopo di lucro che si occupa di eventi culturali in stretta collaborazione con il Comune di Monsano e le altre associazioni del paese.

Sempre attenta alla propria comunità ed alla cultura, negli anni ha promosso laboratori teatrali (da qualche anno anche all'interno delle scuole medie), ha realizzato diverse manifestazioni importanti, curando le stagioni teatrali estive, rassegne di teatro per ragazzi, le stagioni concertistiche a Villa Pianetti, i concerti in Piazza Caduti (uno tra tutti quello della prestigiosa Italian Saxophone Orchestra creata dal Maestro Federico Mondelci, le Letture Dantesche presso la duecentesca Chiesa degli Aroli, rassegne di Poesia, corsi di storia della musica, ecc.

L'arte, la musica, la poesia entrano spesso in contatto, negli eventi di MonsanoCult, con il territorio, svolgendosi nei luoghi più significativi ed importanti di Monsano. Molte manifestazioni, come i concerti a Villa Pianetti, Marche Poesia, si legano alla storia del paese, in particolar modo alle Muse che gli hanno regalato il nome, cercando di valorizzare contenitori in sé già suggestivi come gli Aroli o altri che devono essere riscoperti.

L’attività dell’Associazione ha sempre unito una dimensione di intrattenimento a quella dell’impegno, con una forte attenzione alla qualità delle proposte, rivolgendo la sua attenzione ai problemi ambientali, sociali ed a quelli legati alla cittadinanza. Punta di diamante è la Festa del Buonsenso: unica nel suo genere, è una vetrina di quello che ci succede intorno, una finestra sul mondo delle possibilità per una migliore convivenza con gli altri, col mondo e con sé stessi. Numerosi i temi affrontati nelle scorse edizioni, come il commercio equo e solidale, il risparmio energetico, il riciclaggio dei rifiuti, le risorse idriche ed i comuni virtuosi. Ospiti prestigiosi ne hanno animato i dibattiti: come non ricordare la vitalità di Maurizio Pallante nell'edizione del 2007!


Eventi e Appuntamenti
Molteplici eventi
Monsano Folk Festival, Palio di San Vincenzo, Festa dell'Assunta, Festa del Buon Senso, Muse D'Estate, Letture dantesche agli Aroli, La giornata di Gregorio, Teatro Giovani, Sfiorando il Pianoforte

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